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Fin dalla sua nascita, il Santo Stefano Rugby è stato attivo nella promozione di questo sport nelle scuole. Oggi, esattamente come allora, il “Progetto Scuola” si pone l’obiettivo della divulgazione del rugby e della cultura rugbystica , nelle scuole elementari, medie e superiori.

Il valore pedagogico del gioco con la palla ovale, nato in una scuola e per la scuola, trova il suo fondamento in alcuni fondamentali ed imprescindibili principi ed obiettivi:

  • principi educativi come il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’arbitro;
  • principi psico-sociali ovvero il contatto regolamentato, la canalizzazione dell’aggressività, la collaborazione e la competizione;
  • obiettivi tecnico-tattici, come il miglioramento della comprensione del gioco, la realizzazione di comportamenti efficaci e finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo, che nel rugby è la meta.

 

L’impatto con il mondo scolastico

La metodologia d’intervento per la promozione nelle scuole, deve tener conto di 3 problematiche e, contemporaneamente, tendere al raggiungimento di 3 obiettivi.

Il luogo

Il primo ostacolo che nella maggior parte dei casi è necessario affrontare, è un problema di sicurezza: come è possibile far vivere ai ragazzi uno sport di contatto in una palestra, ovvero un ambiente totalmente diverso da un campo d’erba?

Il pregiudizio

La seconda problematica riguarda la destrutturazione del pregiudizio che il rugby sia uno sport violento. Idea diffusa tra genitori, insegnanti e ragazzi stessi.

L’attività

Il terzo step da superare per un corretto impatto con il mondo scolastico, concerne la capacità di proporre un’attività all’altezza di tutti, sia dei meno capaci dal punto di vista motorio, sia degli inesperti che ignorano le regole e i principi di questo sport.

L’approccio del Roccia Santo Stefano Rugby

Partendo dal presupposto che è molto difficile mutuare le tecniche di allenamento che si applicano nei campi da gioco per utilizzarle all’interno delle scuole, il Roccia Santo Stefano Rugby ha sviluppato una metodologia in grado di superare le problematiche sopra esposte, basata sulla preparazione, organizzazione e pianificazione delle attività. Il primo ostacolo, relativo al luogo, si supera proponendo giochi di conoscenza del pallone, della struttura del campo da rugby e degli spazi, del rapporto con l’avversario. Fondamentale è l’utilizzo delle cinture/bandiere chiamate “rugby flag” strumento innovativo adottato dagli educatori del Roccia Santo Stefano Rugby. L’utilizzo delle cinture/bandiere è un fondamentale passo in avanti per consentire il gioco del rugby nelle palestre. Questo strumento consente infatti di mantenere vive tutte le caratteristiche del gioco come l’avanzamento, il contatto e la velocità, ma di sostituire al placcaggio lo strappo della bandiera laterale, con un movimento che richiama il placcaggio originale (abbassarsi,abbracciare, tuffarsi) ma non ha la stessa componente di impatto, sia sull’avversario, che sul “terreno” della palestra. Il problema del pregiudizio, pur essendo molto delicato, è in realtà il più semplice da abbattere. Per farlo è necessario dimostrare capacità e preparazione nel trasmettere il reale valore pedagogico del Rugby, in senso motorio, in senso attitudinale e formativo del carattere. Il terzo fattore si affronta mantenendo sempre la proposta di attività nell’ambito del gioco, legandola saldamente al divertimento. Fondamentale è in questa fase la capacità del tecnico nel saper gestire le competizioni in modo equilibrato e stemperando tutte le manifestazioni aggressive e gli eccessi agonistici.

L’aspetto motorio, la tipologia di interventi, gli obiettivi

Nel promuovere una attività sportiva nelle scuole, non trascurabile è l’aspetto motorio, visto che nella fase iniziale dell’apprendimento il rugby utilizza dei semplici schemi motori quali correre, afferrare, lanciare, rotolarsi, spingere e proprio per questo si può indirizzare a tutti gli studenti, compresi quelli diversamente abili. Solitamente nelle scuole Elementari si propongono dai 4 ai 6 interventi di un’ora, con la seguente progressione formativa:

  • conoscenza del rugby e della sua palla
  • conoscenza degli spazi e della meta
  • la corsa, l’avversario e l’aggiramento
  • il gioco del rugby

Mantenendo la stessa sequenza di argomenti, nelle scuole medie e superiori gli interventi si riducono dai 2 ai 4 incontri.

Lo scopo di questa programmazione è il raggiungimento di 3 obiettivi: il primo riguarda la divulgazione di questo sport facendolo conoscere a più persone possibile, trasmettendone le caratteristiche ed i valori ad esso associati; il secondo fondamentale obiettivo si focalizza su una maggiore diffusione della cultura motoria nelle scuole del nostro Paese, dove per numero di ore di educazione fisica e numero di progetti sportivi scolatici, siamo agli ultimi posti in Europa; infine, ma non per importanza, l’attività di reclutamento attraverso la scuola, rappresenta il presente del minirugby ed il futuro della Società Roccia Rubano Rugby, in un territorio che ha un importante bacino d’utenza. Visto da diversi punti di vista il rugby, è quindi lo sport per la formazione dell’uomo e del cittadino. Lo sport che allena alla vita.